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Apocrifo
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top
Il termine mwcqapocrifo, dal mwcggreco ἀπόκρυφος, derivato di ἀποκρύπτω «nascondere», indica «ciò che è tenuto nascosto», «ciò che è tenuto lontano (dall’uso)».
Originariamente riferito all'ambito dei libri esclusi da uno dei vari mwdacanoni della mwdqBibbia (vedi mwdgapocrifo biblico), in seguito ha avuto un'estensione del suo significato, per indicare qualcosa di autenticità o ufficialità dubbie.
Contents
• Uso
• Taoismo
• Bibbia
• Islam
• Note
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Etimologia e uso del termine
Etimologia
L'origine della parola è l'aggettivo del mwewlatino medievale mwfaapocryphus (segreto, o non canonico), derivato dall'aggettivo mwfqgreco antico mwfgἀπόκρυφος (mwfwapokryphos, "ciò che è tenuto celato"), a sua volta dal verbo mwgaἀποκρύπτειν (mwgqapokryptein, "nascondere, celare").cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]
Uso
La parola mwjaapocrifo (mwjqἀπόκρυφος) ha subito un notevole mutamento di significato nel corso dei secoli. Nell'uso cristiano antico indicava originariamente un testo letto in privato anziché in contesti liturgici pubblici.
In alcuni ambienti mwjwesoterici, il termine fu applicato a scritti che venivano mantenuti segreticite-ref-3[3] poiché veicolo di conoscenze ritenute troppo profonde o sacre per essere divulgate a chi non fosse mwlainiziato. Ad esempio, i mwlqdiscepoli dello mwlggnostico mwlwProdico si vantavano di possedere i libri segreti (mwmaἀπόκρυφα) di mwmqZoroastro. Il termine godette in generale di grande considerazione presso gli mwmggnostici (come visibile negli mwmwAtti di Tommaso).cite-ref-eb1911-4-0[4]
mwoqApocrifo venne applicato anche a scritti nascosti non per la loro sacralità, bensì per il loro valore discutibile agli occhi della Chiesa. Il teologo cristiano mwogOrigene, nei suoi mwowCommentari a Matteo, distingue tra scritti letti nelle chiese e scritti apocrifi: mwpaγραφὴ μὴ φερομένη μέν ἒν τοῖς κοινοῖς καὶ δεδημοσιευμένοις βιβλίοις εἰκὸς δ' ὅτι ἒν ἀποκρύφοις φερομένη (mwpqscritti non presenti nei libri comuni e pubblicati da un lato [ma] effettivamente presenti in quelli segreti dall'altro).cite-ref-5[5] Il significato di mwqgἀπόκρυφος equivale qui praticamente a "escluso dall'uso pubblico della chiesa" e prepara la via a un uso ancor meno favorevole del termine.cite-ref-eb1911-4-1[4] Nel prologo al commento di Origene al mwrwCantico dei cantici, di cui sopravvive soltanto la traduzione mwsalatina, si legge:cite-ref-eb1911-4-2[4]
«De scripturis his, quae appellantur apocriphae, pro eo quod multa in iis corrupta et contra fidem veram inveniuntur a maioribus tradita non placuit iis dari locum nec admitti ad auctoritatem.»
(Origene, Prologo al commento del Cantico dei cantici)
Nell'uso generale, la parola mwtwapocrifo ha assunto il significato di opera o documento "di autenticità dubbia".cite-ref-6[6] Nel caso di un'opera attribuita - o intenzionalmente da parte del vero autore, o da parte della successiva tradizione critica - a un autore diverso da quello reale (eventualmente anche fittizio), si parla più propriamente di mwvapseudoepigrafia.
In ambito religioso
Buddhismo
I mwwaJātaka apocrifi del mwwqCanone pāli, come quelli appartenenti alla raccolta del mwwgPaññāsajātaka, sono stati adattati per conformarsi alle culture locali in alcuni paesi del mwwwSud-est asiatico e sono stati rielaborati con modifiche alle trame per riflettere meglio la morale buddhista.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]
All’interno della tradizione pāli, i Jātaka apocrifi di composizione più tarda (alcuni databili fino al XIX secolo) sono considerati una categoria distinta di letteratura rispetto alle storie dei Jātaka "ufficiali", che sono stati più o meno formalmente canonizzati almeno dal V secolo, come attestato da ampie prove epigrafiche e archeologiche, ad esempio nelle raffigurazioni superstiti in mwzqbassorilievo sulle antiche pareti dei templi.
Taoismo
Testi profetici chiamati mwaaCh'an-wei furono scritti da mwaqsacerdoti taoisti durante la mwagdinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) per legittimare, nonché limitare, il potere imperiale.cite-ref-seidelanna-9-0[9] Essi trattano di oggetti preziosi che facevano parte dei tesori reali della mwbwdinastia Zhou (1066–256 a.C.). Sorgendo dall’instabilità del mwcaperiodo degli Stati Combattenti (476–221 a.C.), gli antichi studiosi cinesi vedevano il governo centralizzato degli Zhou come un modello ideale che il nuovo impero Han doveva emulare.
I mwcgCh'an-wei sono testi scritti da studiosi Han sui tesori reali degli Zhou, non per registrare la storia fine a sé stessa, ma per legittimare il regno imperiale in corso. Questi testi assumevano la forma di racconti su scritti e oggetti conferiti agli imperatori dal Cielo e costituenti le insegne regali di questi antichi re-saggi (così venivano chiamati gli imperatori Zhou a quel tempo, circa 500 anni dopo il loro apogeo).cite-ref-seidelanna-9-1[9] L’effetto desiderato era di confermare il mwdwMandato celeste dell’imperatore Han attraverso la continuità offerta dal possesso degli stessi talismani sacri.
Proprio a causa di questa registrazione politicizzata della storia è difficile rintracciare le origini esatte di tali oggetti. È noto però che questi testi furono probabilmente prodotti da una classe di letterati chiamata mweqmwegfangshi. Si trattava di nobili che non facevano parte dell’amministrazione statale; erano considerati specialisti o occultisti, ad esempio indovini, astrologi, alchimisti o guaritori.cite-ref-seidelanna-9-2[9] È da questa classe di nobili che si ritiene siano emersi i primi sacerdoti mwfwtaoisti. mwgaSeidel osserva tuttavia che la scarsità di fonti relative alla formazione del primo taoismo rende poco chiaro il legame preciso tra i testi apocrifi e le credenze taoiste.cite-ref-seidelanna-9-3[9]
Bibbia
Ebraismo
Gli apocrifi ebraici, noti in mwiqebraico come הספרים החיצונים (mwigSefarim Hachizonim: "i libri esterni"), sono opere scritte in gran parte da mwiwebrei, specialmente durante il mwjaSecondo Tempio, non accettate come manoscritti sacri al momento dello sviluppo del canone della mwjqBibbia ebraica. Alcuni di questi libri sono considerati sacri da parte di alcuni mwjgcristiani, ed entrano nelle loro versioni dell’mwjwAntico Testamento. Gli apocrifi ebraici si distinguono dagli mwkaapocrifi del Nuovo Testamento e dagli apocrifi biblici in quanto sono l’unica di queste raccolte a collocarsi interamente entro un quadro teologico ebraico.cite-ref-10[10]
Sebbene gli mwlgebrei ortodossi credano nell’esclusiva canonizzazione dei 24 libri attuali della Bibbia ebraica, essi considerano anche autorevole la mwlwTorah orale, che si ritiene sia stata tramandata da Mosè. Alcuni sostengono che i mwmasadducei, a differenza dei mwmqfarisei ma come i mwmgsamaritani, sembrino aver mantenuto un numero di testi canonici più ridotto e più antico, preferendo attenersi solo a ciò che era scritto nella mwmwLegge di Mosè (la mwnaTorah),cite-ref-11[11] rendendo ai loro occhi apocrifo gran parte dell’attuale canone accettato, sia ebraico sia cristiano. Altri ritengono che sia spesso affermato erroneamente che i sadducei accettassero soltanto il mwoqPentateuco (Torah).cite-ref-12[12] Gli mwpgesseni in Giudea e i mwpwterapeuti in mwqaEgitto avrebbero posseduto una letteratura segreta (cfr. mwqqManoscritti del Mar Morto).
Altre tradizioni mantennero usi differenti riguardo alla canonicità.cite-ref-13[13] Gli mwrwebrei etiopi, ad esempio, sembrano aver conservato un insieme di testi canonici simile a quello dei mwsacristiani ortodossi etiopi.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]
Deuterocanonici
Il mwvaDecretum Gelasianum (attribuito oggi a un anonimo erudito attivo tra il 519 e il 553) si riferisce a opere religiose dei mwvqPadri della Chiesa come mwvgEusebio, mwvwTertulliano e mwwaClemente di Alessandria come apocrife. mwwqAgostino definì il termine nel senso di "oscurità dell'origine", implicando che qualsiasi libro di autore ignoto o di autenticità dubbia sarebbe stato considerato apocrifo. mwwgGirolamo nel mwwwPrologus Galeatus dichiarò che tutti i libri al di fuori del canone ebraico erano apocrifi. Nella pratica, però, Girolamo trattò come canonici alcuni libri esterni al canone ebraico, e la Chiesa latina non accolse la sua definizione di apocrifi, mantenendo invece l'accezione precedente.cite-ref-eb1911-4-3[4] Di conseguenza, varie autorità ecclesiastiche etichettarono come apocrifi differenti libri, trattandoli con gradi diversi di considerazione.
mwyqOrigene affermava che "i libri canonici, come tramandati dagli Ebrei, sono ventidue".cite-ref-16[16] mwzgClemente e altri citavano alcuni libri apocrifi come "Scrittura", "Scrittura divina", "ispirati", e simili. Maestri collegati alla mwzwPalestina e familiari con il canone ebraico (il protocanone) esclusero dal canone tutto l'Antico Testamento che non vi era contenuto. Tale visione si riflette nel canone di mw0aMelitone di Sardi, e nelle prefazioni e lettere di Girolamo. Una terza posizione era che i libri non fossero tanto preziosi quanto le Scritture canoniche della raccolta ebraica, ma avessero un valore morale, come testi introduttivi per i nuovi convertiti dal mw0qpaganesimo, e per essere letti nelle congregazioni. Furono chiamati "ecclesiastici" da mw0gRufino.cite-ref-eb1911-4-4[4]
Nel 1546, il mw2aConcilio di Trento cattolico riconfermò il canone di Agostino, risalente al II-III secolo, dichiarando: «Sia anatema chi non riceve questi libri interi, con tutte le loro parti, come si è soliti leggerli nella Chiesa cattolica e come si trovano nelle antiche edizioni della mw2qVulgata latina, quali sacri e canonici». Tutti i libri in questione, eccetto mw2g1 Esdra, mw2w2 Esdra e la mw3aPreghiera di Manasse, furono dichiarati canonici a Trento.cite-ref-eb1911-4-5[4]
I protestanti, invece, ebbero sin dall’inizio opinioni diverse sui deuterocanonici. Alcuni li considerarono divinamente ispirati, altri li respinsero. Luterani e anglicani conservarono i libri come letture intertestamentarie cristiane e come parte della Bibbia (in una sezione chiamata "Apocrifi"), ma senza fondarvi alcuna dottrina.cite-ref-17[17] mw5gJohn Wyclif, umanista cristiano del XIV secolo, dichiarò nella sua traduzione biblica che "qualsiasi libro che nell'Antico Testamento si aggiunga a questi venticinque sia posto tra gli apocrifi, cioè senza autorità o fede".cite-ref-eb1911-4-6[4] Tuttavia, la sua traduzione della Bibbia includeva gli Apocrifi biblici e la mw6wLettera ai Laodicesi.cite-ref-18[18]
mw8qMartin Lutero non classificò i libri apocrifi come Scrittura, ma nella mw8gBibbia di Lutero (1534) li pubblicò in una sezione separata dagli altri libri, sebbene gli elenchi luterani e anglicani fossero differenti. Gli mw8wanabattisti usarono la Bibbia di Lutero, che conteneva i libri intertestamentari; i matrimoni mw9aamish includono "il racconto del matrimonio di Tobia e Sara negli Apocrifi".cite-ref-wesner-19-0[19] I padri dell’anabattismo, come mw-qMenno Simons, li citarono "con la stessa autorità e quasi con la stessa frequenza dei libri della Bibbia ebraica" e i testi sul martirio sotto Antioco IV in mw-g1 Maccabei e mw-w2 Maccabei furono tenuti in grande stima dagli anabattisti, che conobbero la persecuzione nella loro storia.cite-ref-20[20]
Nelle edizioni della tradizione riformata (come quella di Westminster), i lettori venivano avvertiti che tali libri non dovevano essere "approvati o usati diversamente da altri scritti umani". Una distinzione più blanda si trova altrove, come nell’"argomento" che li introduce nella mwaqeBibbia di Ginevra, e nel Sesto Articolo della mwaqiChiesa d'Inghilterra, dove si afferma che "la Chiesa legge gli altri libri come esempio di vita e istruzione di costumi", ma non per fondare dottrina.cite-ref-eb1911-4-7[4] Presso alcuni mwaqcnonconformisti, il termine mwaqgapocrifo iniziò ad assumere ulteriori o diversi significati: non solo di autenticità dubbia, ma di contenuto spurio o falso,cite-ref-mcdonald-21-0[21] benché i protestanti, data la varietà delle loro visioni teologiche, non fossero unanimi nell’adottare tali accezioni.cite-ref-the-thirty-nine-articles-22-0[22]cite-ref-wesley1825-23-0[23]cite-ref-fup1970-24-0[24]
In generale, anabattisti e protestanti "magisteriali" riconoscono i quattordici libri degli Apocrifi come non canonici, ma utili da leggere "come esempio di vita e istruzione di costumi": una visione che continua oggi nelle mwarochiese luterane, nella mwarsComunione anglicana mondiale, e in molte altre denominazioni, come le mwarwchiese metodiste e le mwar0riunioni annuali quacchere.cite-ref-the-thirty-nine-articles-22-1[22]cite-ref-wesley1825-23-1[23]cite-ref-fup1970-24-1[24] Dal punto di vista liturgico, le chiese cattolica, metodista e anglicana includono una lettura dal Libro di Tobia nei riti di matrimonio.cite-ref-25[25]
La posizione della mwas8Comunione anglicana sugli apocrifi è ben riassunta dal VI dei mwata39 articoli di religione: "Con il nome di Sacra Scrittura intendiamo quei libri canonici dell'Antico e del Nuovo Testamento, sulla cui autorità non vi fu mai alcun dubbio nella Chiesa […] E gli altri Libri (come dice Gerolamo) la Chiesa li legge come esempio di vita e istruzione di costumi; ma non li applica a fondare alcuna dottrina."cite-ref-26[26]
Benché le Bibbie protestanti storicamente includano 80 libri, 66 di questi formano il canone protestante (come indicato nella mwatyConfessione di fede di Westminster del 1646),cite-ref-ewert-27-0[27]cite-ref-28[28] stabilito da secoli, con molti che oggi sostengono l'uso degli Apocrifi e altri che invece vi si oppongono con varie argomentazioni.cite-ref-ewert-27-1[27]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]
Cristianesimo
Libri intertestamentari
Durante l’mwavgetà apostolica esistevano numerosi testi ebraici di origine ellenistica, frequentemente utilizzati anche dai cristiani. Le autorità patristiche riconoscevano spesso a questi libri un ruolo importante per la nascita del cristianesimo, ma la loro ispirazione e il loro valore rimasero oggetto di dibattito. I cristiani inserirono diversi di questi scritti nei canoni delle mwavkBibbia cristiane, chiamandoli "apocrifi" o "libri nascosti".
Nel XVI secolo, durante la mwavsRiforma protestante, la validità canonica dei libri intertestamentari venne messa in discussione e quattordici libri furono collocati, nelle Bibbie protestanti a 80 libri, in una sezione intertestamentaria detta "Apocrifi", posta tra Antico e Nuovo Testamento. Prima del 1629, tutte le Bibbie protestanti in lingua inglese includevano Antico Testamento, Apocrifi e Nuovo Testamento; esempi sono la "Bibbia di Matthew" (1537), la mwavwGrande Bibbia (1539), la mwav0Bibbia di Ginevra (1560), la mwav4Bibbia dei vescovi (1568) e la mwav8Bibbia di re Giacomo (1611).cite-ref-ewert-27-2[27]
Quattordici su ottanta libri biblici costituiscono gli Apocrifi protestanti, pubblicati per la prima volta come tali nella Bibbia di Lutero (1534). Molti di questi testi sono considerati mwawucanonici dall’mwawyChiesa cattolica, che li ha riconfermati nel mwawcConcilio di Trento (1545–63); tutti i libri degli Apocrifi protestanti sono ritenuti canonici dalla mwawgChiesa ortodossa orientale, che li chiama mwawkanagignoskomena secondo quanto stabilito dal mwawoSinodo di Gerusalemme (1672). Le mwawsChiese luterane includono normalmente gli Apocrifi come sezione intertestamentaria tra Antico e Nuovo Testamento; il teologo sistematico mwawwMartin Chemnitz, figura centrale del luteranesimo, "distinse la Scrittura in due categorie: quelle da cui la Chiesa trae dottrina e quelle che non hanno questo scopo".cite-ref-futrell2011-31-0[31] Il Libro di Concordia, compendio della dottrina luterana, cita passi dagli Apocrifi/Deuterocanonici,cite-ref-futrell2011-31-1[31] e il mwaxuCatechismo di Dietrich, ampiamente diffuso, afferma che la Bibbia luterana comprende anche gli Apocrifi.cite-ref-futrell2011-31-2[31] Ancora oggi letture dagli Apocrifi sono incluse nei mwaxolezionari delle Chiese luterane e anglicane.cite-ref-32[32]cite-ref-33[33]
Gli mwayqanabattisti utilizzano la Bibbia di Lutero, che contiene i libri intertestamentari; i matrimoni mwayuamish comprendono la narrazione del matrimonio di Tobia e Sara tratta dagli Apocrifi.cite-ref-wesner-19-1[19] La mwayoComunione anglicana accetta gli Apocrifi protestanti "per l’istruzione nella vita e nei costumi, ma non per fondarvi la dottrina" (Articolo VI dei Trentanove articoli),cite-ref-ewert-27-3[27] e molte letture liturgiche del mway8Libro della preghiera comune sono tratte dagli Apocrifi, proclamati allo stesso modo delle letture dell’Antico Testamento.cite-ref-34[34]
Il primo libro liturgico metodista, mwazuThe Sunday Service of the Methodists, impiega versetti degli Apocrifi, ad esempio nella liturgia eucaristica.cite-ref-wesley1825-23-2[23] Gli Apocrifi protestanti contengono tre libri (1 Esdra, 2 Esdra e la Preghiera di Manasse) che sono accolti come canonici da molte Chiese ortodosse orientali e ortodosse orientali antiche, ma sono ritenuti non canonici dalla Chiesa cattolica e quindi non inclusi nelle Bibbie cattoliche moderne.cite-ref-35[35]
Nel XIX secolo la Società biblica britannica e forestiera cessò di pubblicare regolarmente la sezione intertestamentaria nelle sue Bibbie, citando come motivazione i costi aggiuntivi di stampa; ciò divenne tipico delle Bibbie in lingua inglese di Gran Bretagna e Americhe, a differenza dell’Europa, dove le Bibbie protestanti continuarono a essere stampate con 80 libri in tre sezioni: Antico Testamento, Apocrifi e Nuovo Testamento.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]
Oggi "le Bibbie inglesi con gli Apocrifi stanno tornando popolari", di solito stampate come libri intertestamentari.cite-ref-ewert-27-4[27] Il Lezionario comune riveduto, adottato dalla maggior parte dei protestanti storici, inclusi metodisti e moravi, prevede letture dagli Apocrifi nel mwaawcalendario liturgico, anche se con brani alternativi dall’Antico Testamento.cite-ref-38[38]
Lo status dei deuterocanonici rimane invariato nel cattolicesimo e nell’ortodossia, anche se il numero di libri varia tra le due tradizioni.cite-ref-39[39] Alcuni studiosi hanno iniziato a usare il termine mwabymwabcdeuterocanonico per riferirsi a questa collezione tradizionale, considerata "secondo canone".cite-ref-40[40] Questi libri sono spesso visti come utili per comprendere le transizioni teologiche e culturali tra Antico e Nuovo Testamento. Talvolta sono anche detti "intertestamentari" da gruppi che non riconoscono l’Ebraismo ellenistico come parte né del giudaismo né del cristianesimo.
Collezioni parzialmente differenti di libri apocrifi, deuterocanonici o intertestamentari formano parte dei canoni di mwab0cattolici, mwab4ortodossi orientali e ortodossi orientali antichi. I deuterocanonici cattolici comprendono Tobia, Giuditta, Baruc, Siracide, 1 e 2 Maccabei, Sapienza e aggiunte a Ester, Daniele e Baruc.
Il mwacaLibro di Enoch è incluso nel canone biblico delle Chiese ortodosse d’Etiopia ed Eritrea. La mwaceLettera di Giuda allude a un episodio del Libro di Enoch, e alcuni ritengono che vi siano riferimenti anche nei quattro vangeli e in mwaci1 Pietro.cite-ref-41[41] Sebbene mwaccGesù e i suoi discepoli utilizzino talvolta espressioni presenti anche in alcuni apocrifi,cite-ref-42[42] il Libro di Enoch non è mai citato da Gesù. L’autenticità e l’ispirazione di Enoch furono ritenute valide dall’autore della mwacwLettera di Barnaba, da mwac0Ireneo di Lione, mwac4Tertulliano e mwac8Clemente di Alessandria,cite-ref-eb1911-4-8[4] e da molti altri autori della Chiesa antica. Le mwadqLettere di Paolo e i mwaduVangeli mostrano influenze anche dal mwadyLibro dei Giubilei, parte del canone etiopico, come pure dall’mwadcAssunzione di Mosè e dal mwadgTestamento dei dodici patriarchi, non accolti in alcun canone biblico.
Canonicità
Il processo di definizione di un mwadscanone uniforme durò secoli, e anche il significato dei termini mwadwcanone e mwad0apocrifi si sviluppò progressivamente. Il riconoscimento canonico avvenne dapprima attraverso l’accoglienza spontanea degli scritti ritenuti mwad4ispirati da Dio, seguita dalla successiva conferma ufficiale delle autorità ecclesiastiche.cite-ref-mcdonald-21-1[21]
Il primo decreto ecclesiastico sul canone delle Sacre Scritture è attribuito al mwaeqConcilio di Roma (382), e corrisponde a quello di Trento.cite-ref-43[43] mwaekMartin Lutero, come mwaeoGirolamo, preferì il mwaesTesto masoretico per l’Antico Testamento, escludendo i deuterocanonici dalla mwaewBibbia di Lutero, pur includendoli in una sezione separata.cite-ref-44[44] Lutero li definì "Apocrifi, cioè libri che non sono ritenuti alla pari delle Sacre Scritture, ma che è utile e buono leggere".cite-ref-45[45]
La mwafyChiesa ortodossa accoglie inoltre quattro libri in più rispetto al canone cattolico: mwafcSalmo 151, la mwafgPreghiera di Manasse, mwafk3 Maccabei e mwafo1 Esdra.cite-ref-46[46]
Controversie
Lo status dei libri che la Chiesa cattolica chiama mwagemwagideuterocanonici (secondo canone) e il protestantesimo mwagmApocrifi è stato oggetto di controversia già prima della Riforma. Molti studiosi ritengono che la traduzione greca delle Scritture ebraiche, la mwagqSettanta, comprendesse originariamente anche gli apocrifi senza distinzione dagli altri libri dell’mwaguAntico Testamento. Altri sostengono invece che la Settanta del I secolo non contenesse tali libri, ma che essi siano stati aggiunti successivamente dai cristiani.cite-ref-wegner-47-0[47]cite-ref-48[48]
I più antichi manoscritti della Settanta pervenuti, risalenti al IV secolo, mostrano una grande mancanza di uniformità nella presenza dei libri apocrifi,cite-ref-49[49]cite-ref-50[50]cite-ref-51[51] e alcuni contengono anche testi classificati come mwahspseudepigrafi, dai quali vari autori cristiani dei secoli II e successivi citarono brani come se fossero Scrittura.cite-ref-mcdonald-21-2[21]
Mentre alcuni studiosi concludono che il canone ebraico fu opera della dinastia asmonea,cite-ref-52[52] è opinione generale che esso non sia stato fissato definitivamente prima del 100 d.C.cite-ref-53[53] o poco dopo, epoca in cui la diffusione del greco e l’accoglienza cristiana della Settanta contribuirono all’esclusione di alcuni testi. Alcuni non furono accettati dagli ebrei come parte del canone della mwaikBibbia ebraica, e gli Apocrifi non fanno parte del canone ebraico storico.
Padri della Chiesa come mwaisAtanasio di Alessandria, mwaiwMelitone di Sardi, mwai0Origene e Ciro di Gerusalemme si espressero contro la canonicità di buona parte o di tutti gli apocrifi,cite-ref-wegner-47-1[47] ma l’opposizione più influente fu quella dello studioso cattolico del IV secolo mwajiGirolamo, che preferiva il canone ebraico, mentre mwajmAgostino e altri favorivano il canone più ampio (greco),cite-ref-54[54] ciascuno seguito da propri sostenitori nei secoli successivi. Secondo la mwajgmwajkCatholic Encyclopedia, durante il medioevo all'interno della Chiesa latina la posizione nei confronti dei deuterocanonici fu altalenante, con una corrente favorevole, una sfavorevole e numerosi autori con posizioni intermedie, divisi tra la venerazione dei testi e incertezze circa il loro preciso statuto. L’atteggiamento prevalente degli autori medievali occidentali è sostanzialmente quello dei Padri greci.cite-ref-55[55]
Il canone cristiano più ampio, accettato da Agostino, divenne quello più consolidato nella Chiesa occidentalecite-ref-56[56] dopo essere stato promulgato per l’uso nella mwakmLettera pasquale di Atanasio (circa 372 d.C.), nel mwakqconcilio di Roma (382 d.C., anche se il relativo mwakumwakyDecretum Gelasianum è generalmente considerato un'aggiunta successivacite-ref-57[57]) e nei concili locali (sinodi) di Cartagine e Ippona in Africa settentrionale (391 e 393 d.C.). Atanasio dichiarò canonici tutti i libri della Bibbia ebraica, incluso Baruc, ma escluse Ester; aggiunse che «vi sono alcuni libri che i Padri hanno stabilito che siano letti ai catecumeni per edificazione e istruzione: la mwaksSapienza di Salomone, la mwakwSapienza di Siracide (Ecclesiastico), mwak0Ester, mwak4Giuditta, mwak8Tobia, la mwalamwaleDottrina degli Apostoli e il mwalimwalmPastore di Erma. Tutti gli altri sono apocrifi e invenzioni di eretici» (mwalqLettera festale per il 367).cite-ref-58[58]
Tuttavia, nessuno di questi elenchi costituì una definizione indiscutibile, e persistettero per secoli dubbi e controversie circa la natura degli apocrifi, fino al mwaloConcilio di Trento,cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]cite-ref-61[61] che fornì la prima definizione infallibile del canone cattolico nel 1546.cite-ref-62[62]cite-ref-63[63]
Nel XVI secolo, i riformatori protestanti misero in discussione la canonicità dei libri e delle parti di libri presenti nella Settanta ma assenti nel mwanaTesto masoretico. In risposta, dopo la morte di mwaneMartin Lutero (8 febbraio 1546), il mwaniConcilio di Trento dichiarò ufficialmente («infallibilmente») canonici tali libri (detti «deuterocanonici» dai cattolici) nell’aprile 1546.cite-ref-64[64] Mentre i riformatori respinsero le parti del canone non comprese nella mwancBibbia ebraica, inclusero nel proprio canone non vincolante i quattro libri del Nuovo Testamento da Lutero ritenuti di dubbia canonicità, insieme agli Apocrifi (che comparvero comunque nella sua mwangBibbia di Luterocite-ref-mcdonald-21-3[21] e in alcune edizioni della mwan0Bibbia di re Giacomo fino al 1947).cite-ref-65[65]
Il Protestantesimo stabilì dunque un canone di 66 libri, composto dai 39 dell’antico canone ebraico e dai 27 del Nuovo Testamento. I protestanti respinsero anche il termine cattolico «deuterocanonico», preferendo «apocrifo», già in uso per altri scritti antichi e discussi. Come oggi (ma anche per altre ragioni),cite-ref-wegner-47-2[47] vari riformatori sostennero che quei libri contenevano errori dottrinali o di altro tipo e non dovevano quindi essere considerati canonici. Le differenze tra i canoni sono illustrate nelle voci mwaocCanone biblico e Sviluppo del canone cristiano della Bibbia.
La spiegazione del canone della Chiesa ortodossa orientale risulta complessa a causa delle divergenze di prospettiva con la Chiesa cattolica romana circa la sua formazione. Tali differenze (di natura giurisdizionale) furono tra i fattori che contribuirono allo mwaokscisma tra cattolici e ortodossi intorno al 1054; tuttavia, la formazione del canone che il Trento avrebbe poi definitivamente sancito era in gran parte compiuta già nel V secolo, se non addirittura conclusa sei secoli prima della separazione. Nella parte orientale della Chiesa, l’accordo richiese gran parte del V secolo, ma alla fine fu raggiunto. I libri canonici stabiliti dalla Chiesa indivisa divennero il canone predominante sia per la futura Chiesa cattolica romana sia per quella ortodossa orientale.
L’Oriente differiva tuttavia dall’Occidente nel non considerare ancora definitivamente risolte alcune questioni di canone, e in seguito accolse qualche altro libro nell’Antico Testamento, mantenendo in sospeso la discussione su altri, che in taluni casi vennero accolti in alcune giurisdizioni ma non in altre. Oggi permangono quindi lievi differenze tra i canoni ortodossi, che in ogni caso comprendono più libri del canone cattolico. Tra questi figurano i mwaosSalmi di Salomone, mwaow3 Maccabei, mwao04 Maccabei, la mwao4Lettera di Geremia, il mwao8Libro delle Odi, la mwapaPreghiera di Manasse e il mwapeSalmo 151, inclusi in alcune copie della Settanta,cite-ref-66[66] alcuni dei quali sono accettati come canonici dalle Chiese ortodosse orientali e da altre confessioni. I protestanti non considerano canonico nessuno di questi testi aggiuntivi, ma li considerano di pari utilità agli altri Apocrifi.
La mwapcChiesa ortodossa utilizza una definizione diversa rispetto alla Chiesa cattolica per i libri che chiama mwapgmwapkdeuterocanonici, intendendoli come testi dotati di un’autorità minore rispetto agli altri libri dell’Antico Testamento.cite-ref-67[67]cite-ref-68[68] La mwaqiChiesa cattolica, invece, usa questo termine per indicare una categoria di libri aggiunti più tardi al proprio canone dell’Antico Testamento, ma ai quali riconosce pari autorità rispetto agli altri.
Islam
Gli mwaquhadith, cioè i presunti resoconti delle parole, azioni e approvazioni silenziose del profeta islamico mwaqyMaometto, sono accusati da alcuni musulmani di essere falsificazioni (mwaqcpseudepigrafi) create tra l’VIII e il IX secolo e falsamente attribuite al profeta.cite-ref-69[69]cite-ref-70[70]cite-ref-71[71] Storicamente, alcune sette dei mwarqkharigiti respinsero anch’esse gli hadith, mentre i mwarumutaziliti rigettarono gli hadith come base per la legge islamica, pur accettando la mwarySunna e l’mwarcijmāʿ.cite-ref-sindima-72-0[72] I principali punti di critica interna islamica alla letteratura hadith si basano su dubbi circa la sua autenticità. Tuttavia, le critiche musulmane agli hadith si fondano anche su obiezioni di carattere teologico e filosofico.
Tradizionalmente, alcune sette dei mwar0kharigiti hanno respinto gli hadith. Vi sono anche coloro che si oppongono anche alla loro scrittura, per timore che possa competere con, o addirittura sostituire, il mwar4Corano. Anche i seguaci muʿtaziliti rigettano gli hadith come base per la legge islamica, pur accettando contemporaneamente la mwar8Sunna e l’mwasaijmāʿ.cite-ref-sindima-72-1[72] Per i mutaziliti, l’argomentazione principale per il rifiuto degli hadith è che «a causa della loro natura di trasmissione individuale, [essi] non possono costituire una via sicura alla comprensione degli insegnamenti del Profeta, a differenza del Corano, la cui trasmissione gode di un consenso generale tra i musulmani». Alcuni critici musulmani degli hadith sono arrivati a rifiutarli completamente come testi fondamentali delle credenze islamiche e ad aderire esclusivamente al mwasuCorano. Questo movimento è noto anche come coranismo.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itapocrifo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.